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Seguono citazioni dei testi di operatori o ragazzi, dai testi riportati integralmente sotto “documentazion” o nel weblog.

Il lavoro linguistico...

L´esplorazione della cittá...

Un prodotto: i “suoni di Berlino”...

Una speranza: il weblog...

Struttura base del programma...

Tracce socialmente utili...

Un risultato sicuro...

In generale il programma era incentrato sull’apprendimento della lingua tedesca. Ai ragazzi era stato consegnato un quadernetto che avrebbero dovuto portare sempre con loro e sul quale segnare tutto ciò volevano apprendere. La mattina era dedicata per lo più al "corso di tedesco": la maggior parte del lavoro era lasciata ai ragazzi, i quali erano divisi in piccoli gruppetti e discutevano liberamente sul tema proposto dagli accompagnatori.

Era prevista fra i workshop, un'attività volta a creare un diario di viaggio – di scambio, da trascrivere in un "web-log" cui ognuno dei partecipanti lo scambio ha accesso. Si tratta, se ho ben capito, della possibilità di creare una community virtuale attraverso la quale sia mantenere vivo il ricordo dello scambio sia, mantenere i contatti con gli altri membri, siano essi torinesi o berlinesi. (...) Già durante lo scambio abbiamo insistito per insegnare ai ragazzi come accedere e utilizzare il web-log, sperando diventi un'abitudine. (...)

Si è poi creata, come da programma, la trasmissione radiofonica sui "suoni di Berlino". I gruppi di ragazzi dovevano fare ciascuno un percorso attraverso la città di Berlino e raccontarla attraverso i suoi suoni e i suoi rumori. E’ poi stato fatto un collage delle diverse registrazioni. A fine scambio siamo stati in uno studio radiofonico per trasmettere in diretta ciò che era stato raccolto e registrato.

Secondo i ragazzi, l’esperienza è stata comunque positiva perché ricca di spunti, di stimoli e di riflessioni dal punto di vista storico, umano e culturale.

Una proposta che penso sia nata sul momento, in risposta alle pressanti richieste di visitare la città in modo alternativo, è stata l'esplorazione della città da soli. Su suggerimento e con la regia di Claudio, ad ogni ragazzo veniva affidato un percorso con dei temi (shopping, architettura, musei), tratti da un brain-storming fatto in mattinata suddivisi in piccoli gruppi, che il singolo poteva decidere di seguire per proprio conto oppure associarsi a qualcun altro, ma che forniva un'occasione di testare le proprie capacità di orientamento e di vedere con attenzione ogni singolo punto, che potrebbe sfuggire stando in compagnia.

La tendenza è stata di formare piccoli gruppetti, talvolta coppie che avevano "un navigatore e uno o più passeggeri"; tuttavia alcuni ragazzi hanno girato da soli, in piena libertà e ne hanno tratto, a sentir loro stessi, grande beneficio e divertimento. Per quanto CI riguarda consigliamo quindi di ripetere l'esperienza.

 Struttura base

(...) Il corso di lingua è, per così dire, un piccolo strumento dato ai ragazzi per potersi orientare nelle attività pomeridiane, ma non pensato come un "classico"corso di lingua basato su grammatica ed esercizi analoghi.

Le attività pomeridiane, programmate per la prima settimana di permanenza prevedevano la suddivisione dei ragazzi in piccoli gruppi che poi si dividevano e ri-incontravano la sera per discutere quanto fatto.

La seconda settimana invece veniva lasciata libera per le proprie "esplorazioni" della città anche in base ai suggerimenti dati dal team d'animazione o tratti dalle attività svolte (visita ad alcune attrazioni turistiche poco conosciute, proposta il primo giorno).