8 o 9 maggio ( e 25 aprile): hanno ancora oggi un significato?

Oppure bisogna rinunciare alla divisione tra “il giusto” e “lo sbagliato” nel confronto con il passato? Rinunciare alle attualizzazioni? E rifugiarsi nella pura e semplice trasmissione dei fatti storici?

Nel breve saggio (5 pagine) si danno informazioni e valutazioni sulla cultura della memoria attuale in Germania e in Italia, a partire dal dibattito sul settantacinquesimo della fine della guerra, chiedendosi quanto e come sia ancora possibile puntare alla trasmissione di valori a partire dal passato. Si discutono brevemente prese di posizioni dei presidenti della repubblica tedesca nel 1985 e nel 2020, di Alberto Asor Rosa e Italo Calvino, di Alexander Gauland e Matteo Salvini.

Qui trovate il saggio in pdf

Saluti

Claudio Cassetti 25-05-2020

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2019 nuovo seminario a Berlino

Il QUARTO seminario del Memorial de la Shoa per insegnanti italiani a Berlino,
di Laura Fontana avrá luogo a Berlino nel 2019

Chi tra le guide berlinesi vuole partecipare puntualmente
a singole lezioni puó richiedere il programma a Claudio Cassetti
cassetticlaudio@t-online.de

Saluti

Claudio

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Materiali del seminario 2017

il terzo seminario del Memorial de la Shoa per insegnanti italiani a Berlino,
di Laura Fontana si é svolto a Berlino nel 2017.

Nel corso dl seminario si é svolta anche un´intensa discussione sulla didattica, in un gruppo whatsapp parallelo, coordinato da me.

Chi vuole puó richiedere la sintesi di questa discussione mandando una email
a cassetticlaudio@t-online.de

Saluti

Claudio

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A Berlino: SENZA PIÙ MURI? visite guidate, progetti memoria, iniziative alternanza scuola lavoro

Anche quest´anno stiamo sviluppando nuove offerte per le scuole
in collaborazione con persone e istituzioni a Berlino.

Alcuni esempi:

Offerta base (1/2 giornata introduttiva di esplorazione guidata, 1/2 giornata sul Muro, visite Reichstag, Ebraico e Pergamon)

Progetto BERLINO, SENZA PIÙ MURI?
Dal confine piú impermeabile del mondo
alla responsabilitá
di un mondo dai confini sempre piú permeabili.
Fino a 4 giorni di attivitá, non solo sul Muro,ma anche sulla guerra fredda, sulla competizione tra i due sistemi e sul confronto con l´oggi

Lerne Guide zu werden, nicht nur in Berlino

Alternanza scuola lavoro a Berlino (fino a 4 giorni di attivitá,
per vedere la cittá ed insieme avvicinarsi al mondo del lavoro)

In cantiere:
Seminario di 4 o 6 ore a Sachsenhausen,
non solo sui reclusi italiani ma anche sulle SS dall´Italia e su Guido Landra

Se siete interessati fatecelo sapere

Saluti e grazie

Claudio Cassetti

P.S.: per alcune di queste offerte bisogna
passare attraverso agenzie a cui abbiamo
dato un´esclusiva per la cittá corrispondente

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Elezioni in Germania: hanno conseguenze sul lavoro della memoria?

L´ingresso dell´Afd nel parlamento tedesco viene vissuto da molti in Germania e all´estero come un fatto traumatico. A mio avviso il trauma dal punto di vista politico é molto relativo, alla fine é solo una sorta di normalizzazione: adesso anche la Germania ha la sua Lega.
E´peró dal punto di vista culturale (e quindi anche del lavoro sulla memoria) che l´ingresso dell´Afd potrebbe portare nuovi elementi nella situazione tedesca.

L´Afd sfrutta sia apparenti aspetti di debolezza del political correct tedesco – ho sentito spesso visitatori italiani parlate di “lavaggio della coscienza” – che la fortissima sensibilitá di giornalisti e politici per lanciare provocazioni con dichiarazioni che sembrano voler riabilitare anche il passato nazista della Germania.
Queste provacazioni riescono quasi sempre nel loro obiettivo, perché ogni volta permettono all´Afd di conquistare le prime pagine dei (tele)giornali e ostacolano la discussione di problemi politici concreti, a cui la Afd sa dare ancora meno risposte degli altri partiti.
Quando poi si entra nel dettaglio loro relativizzano sempre le loro dichiarazioni.

Peró in questo modo sdoganano nell´opinione pubblica tedesca un certo modo di parlare di questi temi.

Con risultati come quelli per esempio della campana di Hitler nel paesino di herxheim
Sono 83 anni che una campana con la croce uncinata e il nome di Hitler chiama i fedeli alla preghiera nella chiesa locale. Adesso qualcuno vorrebbe toglierla perché considera intollerabile questo fatto. La maggioranza sembra non volerlo. Il sindaco del paese (lista civica, non Afd!) dice ai giornalisti che é giusto lasciare la campana perché

“Se noi nominiamo Adolf Hitler le prime cose, sopra di tutto, sono la persecuzione degli ebrei e gli anni di guerra. Se si parla di queste cose si dovrebbe raccontare peró tutto. Si dovrebbe dire che queste erano le atrocitá e che c´erano anche cose che Hitler ha iniziato e che noi ancora oggi usiamo…”

Come dire: “ma Hitler ha fatto anche cose giuste?” O no?

Alla fine del dibattito probabilmente nel futuro la campana di Hitler continuerá a suonare,
peró sulla parete della Chiesa ci sará una lapide che commenterá in qualche modo la presenza della campana.

Peró il sindaco di un paesino della Renania (né nazista, né Afd) ha detto in pubblico
qualcosa che prima dell´Afd probabilmente non avrebbe detto.

Questo é il segno che qualcosa sta cambiando, anche e fuori dall´Afd e dal suo elettorato.

E´un segno di pericolo?

E´un segno a cui chi lavora sulla memoria deve reagire?

Come?

Claudio Cassetti

 

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Humboldt-University / Nazi book burnings / a contradiction? NO!

Sintesi:
– il Rogo dei Libri fu una iniziativa autonoma della piú grande organizzazione degli studenti in quel momento, appoggiata dalle autoritá e dal governo nazionalsocialista
– la maggior parte degli studenti organizzati nelle universitá tedesche era giá prima del 1933 chiaramente nazionalista, antirepubblicana e antisemita
– dall´ambiente degli intellettuali (studenti e professori) dell´universitá giá dal periodo imperiale (anche dopo e oltre Treizschke) vennero contributi sostanziali per rinforzare e sviluppare il nazionalismo e l´antisemitismo.

– l´istruzione non solo non protegge dal razzismo,
ma addirittura allora lo rese ancora piú radicale

 

unter https://www.hu-berlin.de/de/ueberblick/geschichte/verbranntes-wissen/geleitworte/chronologie (Michael Wildt) in Kurzform oder unter http://www.verbrannte-buecher.de/ (detailliert, auch sehr interessant, um die Entwicklungen aus der Kaiser- bis zur Ns-Zeit zu verfolgen) kann frau/man deutlich sehen, dass:
– die Bücherverbrennung war eine gut geplante eigene Initiative der Deutschen Studentenschaft, (die quasi in Konkurrenz mit der Nationalsozialistischen Studentenbund entstand) und von den Behörden bzw. der Nazi-Regierung unterstützt wurde; die Deutsche Studentenschaft hatte sich lange vor
– die Studentenschaft der Humboldt-Universität und aller Universität in der Weimarer Republik in der überwiegenden Mehrheit schon vor 1933 deutlich völkisch und antirepublikanisch bzw. rechts extrem positioniert war und massiv an den Morden und an den bewaffneten Repressionen gegen Demokraten und Linken beteiligt war; bei Repression der Novemberrevolution gab es Tausende von freiwilligen Meldungen zum Kampf gegen die Revolution in Berlin, so dass die Universität die Vorlesungen und Übungen ausfallen ließ.
– im Studenten- und Professoren-Milieu der (Humboldt)-Universität gab es auch nach Treitschke mehrere Stimmen von gebildeten Menschen, die den Antisemitismus und Nationalismus weiter akribisch intellektuell immer mehr entwickelten und radikalisierten, schon lange vor Hitler.

Also: Bildung schützt nicht unbedingt vor (auch militantem) Rassismus.
Ganz im Gegenteil: Bildung führte damals zu (auch militantem) Rassismus, sie verstärkte ihn sogar.
Der Graben zwischen Bebelplatz und Humboldt-Universität war also doch nicht so tief.

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oggi: integrazione; ieri: rosa nel fucile

Una visita in luoghi insoliti tra l´attualitá e il passato

Prima di tutto per un progetto di sforzo di integrazione in sé e in particolare
di integrazione di rom a Berlino: la Casa Arnold Fortuin a Berlino Neukölln,
che sta diventando famoso.

Anche i giornali italiani ne parlano, anche se in modo equivocabile.

Una visita tanto piú interessante perché la casa si trova in una delle zone piú drammatiche del Muro, dove si svolto il misterioso e affascinante episodio della rosa nella canna del fucile.

Equivocabile perché l´articolo suggerisce infatti che ci sia stato da parte dello stato tedesco
omnipresente (a differenza di quello italiano) un intervento specifico di aiuto nei confronti dei rom.
In realtá l´intervento é partito non dallo stato ma dalla societá civile, cioé da una fondazione privata cattolica che ha comprato gli stabili in cui i rom venivano sfruttati
per fare speculazione edilizia.
E lo stato lo appoggia prima di tutto erogando ai cittadini bulgari abitanti nei 134 appartamenti lo stesso denaro che eroga a ogni cittadino europeo (anche a molti italiani qui a Berlino) in condizioni di bisogno; cioé il suo appoggio é solo parte del normale welfare state.

In che misura si possono trarre da questa esperienza conclusioni utili anche all´Italia o agli italiani?

Venite a verificarlo di persona, con le vostre classi, visitando la Casa Arnold Fortuit
e passeggiando alla ricerca delle tracce del Muro e del luogo della rosa nella canna del fucile.

Per maggiori informazioni contattemi

Claudio Cassetti

 

 

 

 

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Berlino, percorrere il postcolonialismo

Il colonialismo ridiventa attuale, perlomeno nel senso che le attuali tensioni collegate al complesso rapporto con l´islam e con il flusso dei rifugiati sono piante che sono state seminate dai nostri antenati giá nell´ottocento.

Farlo vivere agli studenti inserendolo nelle visite guidate non é superfluo.

Berlino é un luogo centrale anche per questo. La Germania non ebbe colonie cosí estese come altri paesi europei, ma giocó un ruolo importante anche ospitando il Congresso di Berlino del 1876 e Berlino é piena di luoghi significativi per questi temi.

Usate “Cartografare Berlino come cittá postcolonialista”
Usate i materiali del progetto “Luoghi del ricordo: storie dimenticate, intricate e intrecciate” che si é concluso con un congresso in questi giorni al Museo Ebraico
Portate i ragazzi a Dongxuan, uno dei piú grandi mercati vietnamiti d´Europa a Berlino.
Parlate dei reclusi di colore nel campo di concentramento di Sachsenhausen

Claudio Cassetti
 

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Hitler e nessuna fine, ma sempre piú prove che si uccise

Hitler e nessuna fine, ma sempre piú prove del fatto che si uccise il 30 aprile 1945

Nessun dittatore ebbe il coraggio di assumersi le proprie responsabilità;
Mussolini cerco di fuggire in Svizzera, Hitler fuggi nella morte.

Sintesi dei fatti noti, nominati da fonti autorevoli

– 5 Mai 1945 Soldati dell´armata rossa trovano il corpo di Hitler
– una indagine del servizio segreto sovietico identifica la sua identitá attraverso l´osso mascellare; l´autopsia porta alla conclusione del suicidio per avvelenamento
– ulteriore indagine del ministero degli interni sovietico dal titolo “Operazione Mito”; nell´ulteriore autopsia non si trovano tracce di zyancali; resti del cranio e oggetti personali
vengono portati a Mosca
In tutte e due le indagini vengono ascoltati circa due dozzine di testimoni incarcerati in condizioni estreme in prigioni sovietiche
– Il cadavere viene sepolto a Rathenow e poi a Magdeburg, in zone militari sovietiche
– nel 1970 viene bruciato ancora, la cenere viene dispersa, perché la zona in cui si trova sta per essere restituita all´amministrazione civile tedesca

Stalin stesso nasconde sia il ritrovamento del cadavere che i risultati delle due indagini.
Non sono ancora chiari né dettagli delle indagini né il motivo della segretezza sui risultati
Solo dopo la fine dell´Unione Sovietica nel 1992 emergono ufficialmente gli incartamenti dell´”Operazione mito” quando nel 2000 il FSB (servizio segreto interno russo) pubblica atti della prima indagine.
Dopo il 1992 diventa pubblica l´esistenza di resti del corpo di Hitler: resti della calotta cranica con un foro di proiettile e dell´osso mascellare con i denti. Questi resti e i cuscini del divano con tracce di sangue e oggetti personali si trovano negli archivi del FSB a Mosca; i resti sono stati mostrati al pubblico a Mosca nel 2000, in una mostra dell´Archivio russo di stato. E sono stati oggetti di analisi da parte di diversi ricercatori non russi.

L´attribuzione dei resti del cranio a tutt´oggi (2019) non é ancora provata con assoluta certezza.

Nel 2002 e nel 2008 ci sono state indagini. In un articolo di Spiegel Online “Russen halten Hitler-Schädel für echt”, 08.12.2009 si riferisce che nel 2009 un ricercatore americano, Nick Bellantoni, ha sostenuto di aver confrontato il DNA del sangue sull´osso mascellare e del cranio e di essere arrivato alla conclusione che si tratta di materiali di due persone differenti, il cranio è di una donna. Altri ricercatori affermano che peró si puó trattare di un errore dovute all´impuritá delle prove esaminate.

L´attribuzione dei resti dell´osso mascellare é stata invece confermata ripetutamente.

L´ultima volta nel 2018 sulla base del confronto con radiografie ancora esistenti dei denti di Hitler ( vedi l´indagine di Philipp Charlier).

La fonte principale di queste informazioni sono pubblicazioni di Kristiane Janeke, storica, tra il 2006-2008 direttrice del Museo Russo-tedesco di Karlshorst in a) Hitler und die Deutschen, catalogo della mostra nel DHM (Museo di storia tedesca), 2010/2011, pg. 281 b)“Welche Bedeutung haben die Hinterlassenschaften Adolf Hitler 65 Jahre nach Kriegsende?…” 5.10.2010  www.tradicia.de

Hermann Weiß („Hitlerstod“ in: Legenden, Lügen, Vorurteilen, Wolfgang Benz, 1992, pg. 96) dice che “i dubbi sull´identitá del cadavere sono stati dissipati, ma rimane il dubbio se Hitler si sia ucciso con il veleno o un colpo di pistola. “Le dichiarazioni contradditorie dei testimoni appartenenti al suo entorauge piú stretto permettono la conclusione che ci sia stata una consapevole mistificazione per cercare di salvare il “Führer” dall´accusa di un “vile” suicidio con il veleno. L´indagine di Philipp Charlier arriva alla conclusione che Hitler aveva paura del fallimento del suicidio e per questo effettuó un doppio suicidio, prima inghiottendo il veleno e poi sparandosi alla nuca.

Per approfondimenti:
Alisa Argunova „Die acht Bestattungen Hitlers“ in

Die acht Bestattungen Hitlers


Karl Heinz Janßen in http://www.zeit.de/1968/30/wie-starb-adolf-hitler
L.A. Besymenski http://www.zeit.de/1968/31/so-starb-adolf-hitler
Angelika Franz 2018 : Wie Hitler sich zwei mal umbrachte

Claudio Cassetti, aggiornato al 21.01.2019

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liberi di scegliere?

Liberi di scegliere? Percorso su tema guida
Libertà, responsabilità individuale e difficoltà di scegliere sotto le dittature e oggi

Al centro di questo percorso ci sono prima di tutto storie di persone in contesti diversi, dalla dittatura nazionalsocialista, dello stalinismo, del regime della RDT e dalla Germania della guerra fredda alla Germania di oggi. L´obiettivo è quello di entrare in contatto con quei momenti delle piccole storie e delle vite private in cui ci si ritrova di fronte a dilemmi provocati da scelte della società. Le tesi di fondo sono che anche in situazioni estreme si sono possibilità di scelta ma anche che addirittura oggi (in una società democratica) non è assolutamente facile scegliere. A partire da momenti della vita quotidiana di singole persone si pongono questioni come quelle dei meccanismi consenso, esclusione, persecuzione e resistenza nel nazionalsocialismo, nella RDT e nella societá in cui viviamo, la questione della “colpa” e della societá e del coraggio civile.

Se scegliete questo tema guida vi proponiamo di inserire nella visita
– il percorso base 3, Quartiere Ebraico & Centro storico, con la visita al Museo degli Eroi silenziosi e con la ricostruzione sul posto di biografie di berlinesi ebrei

– il percorso sulle tracce di Larry Orbach, berlinese di origine ebraica che a 18 anni sopravvisse per quasi due anni in clandestinitá, ma anche degli altri berlinesi che lo aiutarono o no,
– la visita al Memoriale di Sachsenhausen, in cui si occupa anche delle reazioni delle persone che allora vivevano attorno al KZ,
– la visita al Centro di documentazione del lavoro forzato, un luogo autentico che ricorda le esperienze che sono stati costretti a fare anche almeno 600.000 soldati italiani,che divennero IMI (internati militari italiani) e che sono spesso i nonni o i bisnonni di molti dei ragazzi e delle ragazze;

il miniprogetto “Andarsene o rimanere” che punta alla ricostruzione di biografie e motivazioni di persone che hanno deciso di rimanere nella RDT ed altre che hanno deciso di fuggire rischiando la vita al Muro; lo stiamo allargando integrando anche biografie di rifugiati:

il workshop “Storia e presente” presso il progetto innovativo 7xJung; in tre o quattro ore i ragazzi e le ragazze possono scoprire insieme a giovani pedagogisti la mostra del centro vivendo e discutendo le condizioni di vita dei loro coetanei perseguitati e no negli anni del nazionalsocialismo.
http://www.7xjung.de/71/

(estratti dal catalogo di Claudio Cassetti:
richiedere tutto il catalogo)

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