s(corri) e scegli

 

(S)corri e scegli due persone, un oggetto, una cosa che ti interessa di piú

Un miniprogetto per rendere piú interattiva
la visita al memoriale di Sachsenhausen
 

Obiettivo: partire da esperienze di persone (vittime, carnefici, chi credeva di stare alla finestra,…) per descrivere gli avvenimenti nel campo, quindi scomporre temi complessi in singoli elementi piú comprensibili; ma anche cercare di stimolare i ragazzi a interrogarsi sulle motivazioni e sugli spazi di possibile scelta individuale.
Preparazione (anche solo nel corso del viaggio da Berlino a Oranienburg): i ragazzi ricevono presentazioni “lampo” di una ventina di reclusi (italiani e no) nel campo e immagini di dieci oggetti legati ai campi. Possono scegliere due reclusi e un oggetto e chiedersi cosa vogliono vedere e sapere.
Realizzazione: i luoghi e i fatti vengono illustrati a poco a poco attraverso spezzoni di testimonianze e a partire dagli oggetti, in cui i ragazzi possono riconoscere le persone scelte all´inizio, in modo da comporre gradualmente un panorama dei fatti ma anche di dare un volto alle persone scelte.
Eventuale prosecuzione in classe: stiamo lavorando per rendere accessibile tutto il materiale online e completarlo con il materiale con carnefici, persone che stavano alla finestra e reclusi del campo speciale sovietico. In modo che i ragazzi e gli insegnanti interessati possano approfondire in Italia. Il materiale nasce da una ricerca in corso sugli italiani a Sachsenhausen, anche sui carnefici italiani.

Claudio Cassetti
infomail@senzarete.de

sachsenhausen-handout

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il muro ieri e oggi: i luoghi

I due punti essenziali e canonici per il Muro sono
(oltre e forse piú del Check Point Charlie)
la East Side Galery  e il
Memoriale della Bernauer Strasse.

In questi luoghi comunque spettacolari la realtà del Muro di ieri
e delle conseguenze della sua caduta sulla vita di oggi
è molto piú viva e impressionante che al Check Point Charlie.

East Side Galery

Visita attorno alla zona dell´East Side Gallery, una delle zone allora più tragiche del Muro e ora piú
colorate e in fermento, tra bar di spiaggia e le promesse neoclassicheggianti di redenzione sociale dell´ex-Stalinallee, tra piscine galleggianti, berlinesi in canoa e ricordi impressionanti dell´oppressione quotidiana del Muro di Berlino, tra il mercatino dell´usato e il Monumento ai Caduti Sovietici, tra i quartieri di  Kreuzberg di Friedrichshain. Un mosaico veramente variopinto di storia e vita quotidiana, di tristezza e allegria, sottolineato continuamente da vistose opere d´arte e prodotti creativi. Una passeggiata in mezzo a segni imponenti di nuovi quartieri in espansione e di interventi temporanei underground, alla ricerca del futuro, non solo di Berlino.

Con lettura e discussione dei 1200 metri di graffitti.

Memoriale di Bernauerstrasse

Visita ai resti di una stazione spianata dalla guerra e dal muro, passeggiata lungo il memoriale del Muro di Berlino (Nordbahnhof / Bernauerstrasse), con 3 chilometri di striscia del Muro non edificato. E´stato il punto forse piú drammatico del muro, oggi costellato di scavi archeologici, di tracce di edifici e strade demolite, di un cimitero spostato, di una stazione ferroviaria scomparsa … con una chiesa ricostruita e con tracce evidenti di fughe (i tunnel piú famosi), drammi, battaglie ideali, ed oggi di nuova vita. E´ il luogo del ricordo ufficiale del Muro a Berlino. Conclusione nella zona di Prenzlauer Berg (attorno alla Birreria della Cultura e al Parco del Muro) in un´altro dei quartieri degli artisti e dei giovani a Berlino.

La visita a questi luoghi corre il rischio di rimanere superficiale
e deve essere peró completata da ulteriori approfondimenti,
a mio avviso con altri luoghi e temi: vedi Per capire veramente il Muro.

Claudio Cassetti

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il museo ebraico … su moderno e societá di massa

Un´esperienza del Museo ebraico accompagnati da Claudio Cassetti

Una cavalcata di circa tre ore tra il bambino Giosué e il profeta Mosé,
non solo in una delle zone piú sorprendenti e in mutamento della cittá
ma anche nell´edificio piú intrigante di Berlino.

Si passa per il centro in piena periferia di Berlino e per le tracce della cittá barocca di cui le bombe hanno lasciato solo le linee. Si esperimenta l´architettura di un museo che è piú  che “ebraico”, perché traduce in edificio l´esplosione del moderno e della shoa, la difficoltà della comunicazione nella societá di massa, il rapporto contradditorio e affascinante tra maggioranza e minoranza, tra gruppo e individuo, a partire dalla storia e dal presente degli ebrei e dei non ebrei non solo tedeschi e berlinesi.

Una visita particolare, in realtà piuttosto un´esperienza “guidata”

Tematiche difficili verranno tradotte in sensazioni fisiche, in modo da renderle insieme piú leggere ma anche piú profonde, anche con l´aiuto di brevi citazioni taglienti di e su Libeskind, Arnold Schönberg (“Mosé e Aronne”), Roberto Benigni (dalla “Vita è bella”) Theodor Herzl, Italo Calvino, Regina Jonas e molte altre figure.

L´obiettivo non e´solo la comunicazione disinvolta di informazioni meno note
e di aspetti di luoghi, spazi e temi che non si rivelano subito a ogni osservatore.
L´obiettivo è vivere insieme una musica sorprendente che puó nascere
dagli scontri e dagli incontri di temi tra loro diversi e contradditori.

Sará sicuramente un´esperienza singolare, sorprendente e simpatica, forse anche un gioco, chi vuole potrà però anche trovare elementi per affrontare temi centrali della vita contemporanea.

All´interno del Museo é possibile scegliere i seguenti temi
1) visita generale di orientamento
2) tra i mondi: esperienze di persone e vita quotidiana
a cavallo tra integrazione e assimilazione, tra costrizione e autoidentificazione
3) ebraismo e religioni, esempi di riti, adattamento, fede, innovazione:
il voler/dover coprirsi il capo o non trasportare oggetti;
ruolo della donna, Regina Jonas, la prima donna rabbino dell´ebraismo
4) storia del rapporto tra ebrei e non ebrei a Berlino e in Germania,
a grandi linee e attraverso esempi di singole personalitá, dal settecento ai giorni nostri
5) l´antisemitismo e le reazioni degli ebrei, passando anche per  Theodor Herzl

Dato che il Museo spazia dall´epoca romana ai giorni nostri é possibile
anche affrontare altri temi su cui modulare la visita.
Ogni suggerimento é ben accetto.

Claudio Cassetti
infomail@senzarete.de

Posted in <a href="http://senzarete.homepage.t-online.de/wordpress2/wordpress/?cat=51" rel="category">ebraismo</a>, <a href="http://senzarete.homepage.t-online.de/wordpress2/wordpress/?cat=5" rel="category">in italiano</a>

i tour di studio sugli -ismi

 

Segni di ricordo dal Reichstag a Alexander Platz NS DDR def-page0004

fascismo (nazionalsocialismo, fascismo italiano,…)
comunismo (socialismo della RDT e del blocco sovietico,…)
(neo)liberalismo, cosmopolitismo e globalizzazione, (neo)nazionalismo…
dittatura, consenso, dissenso, legalitá, democrazia, partecipazione

Nell´immagine vedete solo una parte della quantitá
impressionante di edifici, monumenti e segni
che nel giro di soli due o tre chilometri testimoniano
degli -ismi a Berlino, almeno dalla Rivoluzione francese ad oggi.

Si tratta in gran parte di segni in linguaggi sorprendenti e coinvolgenti,
dove la stessa sovrapposizione forzata mette in discussione il carattere
talvolta originariamente retorico e li trasforma in fonti
di sorprese, esperienze insolite e domande.

In questi tour peró PRIMA di o PIUTTOSTO che spiegare i segni
cercheremo di sfruttare questi linguaggi,  li vivremo insieme
realizzando in ogni luogo minilaboratori
per acquisire alla fine ogni volta informazioni concrete
su singoli aspetti dell´influenza degli -ismi sulle persone e sulla societá,
in modo da permettere che ognuno posso farsi una propria impressione
su differenze e similitudini degli -ismi.
Molto spesso un elemento dei minilaboratori saranno testimonianze
e storie di singole persone, anche di ragazze e di ragazzi.

Ogni visita guidata a Berlino é sempre e necessariamente
anche un tour di esperienza degli -ismi, anche
per chi degli -ismi non vuole interessarsi.

E´possibile limitarsi a fare una sorta di carrellata veloce,
senza scegliere dei temi o delle domande guida.
Giá questo puó essere utile a suscitare interesse
per la forza negativa e positiva degli -ismi
e per metter in guardia dai pericoli,
scoraggiando l´indifferenza e la pigrizia in generale.

E´ possibile peró anche scegliere dei singoli temi e domande guida

In questo caso ci soffermeremo solo su alcuni di questi segni
e eventualmente completeremo l´esperienza dei segni
con ulteriori visite di approfondimento e discussione.

Vi possiamo mandare una lista di temi e domande guide.

Claudio Cassetti
infomail@t-online.de

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Una svolta copernicana?

Recensione in italiano di Claudio Cassetti a
“Quanto umanamente possibile, per un rinnovamento della cultura della memoria in Germania”, una pubblicazione di Dana Giesecke e Harald Welzer (2013)

Abstract:
Quanto umanamente possibile
è una parte del titolo di una pubblicazione di due psicologi sociali, Dana Giesecke e Harald Welzer che in Germania ha suscitato un largo eco. Si tratta di una critica radicale verso la cultura e la pedagogia del ricordo del terzo Reich e dell’olocausto e verso i suoi luoghi preferenziali, i memoriali dei campi e i testimoni del tempo. Gli autori propongono invece una nuova pedagogia centrata su nuovi luoghi e su contenuti diversi e più consoni al presente, in primo luogo su una futura “casa delle possibilità umane”. In questo saggio cerco di riassumere a grandi linee il contenuto del libro ma soprattutto di trarne indicazioni utili anche per chi non condivide la radicalità di queste critiche. E lo faccio dal punto di vista del mio lavoro quotidiano su questi temi come guida a Berlino e in Germania, per un pubblico che non si riduce agli studenti delle scuole. Arrivo alla conclusione che queste indicazioni utili per tutti possono essere lo sforzo di dare più spazio ai luoghi della normalità rispetto ai memoriali dei campi, ai presunti spettatori rispetto alle chiare vittime e carnefici, alla contraddittorietà delle situazioni dentro le biografie rispetto al rischio (inevitabile ma negativo) delle letture moraleggianti.

Per leggere tutto il saggio di 8 pagine cliccate su Absatz Welzer IT

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consenso e dissenso nel nazionalsocialismo

Queste domande sono state raccolte nel 2012 da guide parlanti italiano tra visitatori di Berlino. Attenzione: le domande non sono state “corrette”, corrispondono talvolta alla versione letterale espresso da visitatori.

Alla fine della lista delle domande troverete un link
per alcune risposte provvisorie e la bibliografia.

Sul consenso e dissenso nel terzo Reich (questione della “colpa”?)

1 “Quanto era ampio il consenso a Hitler?
Perché Hitler è stato così sostenuto dal popolo tedesco?
Hitler è stato sostenuto dalla maggioranza dei tedeschi? Perché?

2 “Perché i tedeschi hanno collaborato con i nazisti,
e hanno denunciato così tanti ebrei, senza mostrare pietà per il loro destino?
La maggioranza dei tedeschi era d’accordo con la persecuzione degli ebrei?

3 “Chi sapeva \ poteva sapere qualcosa della Shoa?
Quanto ne sapevano i tedeschi?

4  La maggior parte dei tedeschi era d´accordo
con l’assassinio di massa degli ebrei?

5 “Si vede che i tedeschi hanno la coscienza sporca,
Chi era veramente colpevole della Shoah? Tutti i  tedeschi?

„Come è potuto arrivare a questo punto un popolo
che aveva una tale storia,tali filosofi, tali musicisti…?

Quanti si sono opposti?
Quanti hanno fatto resistenza contro il Nazionalsocialismo?
Quanti hanno aiutato i perseguitati? Perché?

8 Germania e Italia: antisemitismo nella storia.

L´antisemitismo in Germania era più diffuso e radicale
che in altri paesi, per esempio in Italia?

9 Germania e Italia: la disponibilità a sviluppi sociali aggressivi

Il consenso alla dittatura, alla guerra e alla persecuzione di minoranze
in Germania era più forte che in altri paesi, per esempio in Italia?
C´era o c´é una speciale predisposizione dei tedeschi a tali sviluppi sociali?
Altri (per esempio gli italiani) sono meno vulnerabili da questo punto di vista?

Dopo che le domande sono state raccolte
alcune guide hanno cercato di formulare
delle risposte e di indicare fonti scientifiche,
che possono aiutare a rispondere.

Domande Consenso Dissenso NS risposte

Claudio Cassetti (in collaborazione con

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Monumenti che stanno per venire…

Nuovi possibili monumenti del novecento a Berlino

Respinto (per il momento?) per aver sfondato il tetto dei costi:
il monumento nazionale per la libertá e l´unitá.
http://www.freiheits-und-einheitsdenkmal.de/bereich-aktuell/aktuelles.html

Deciso il 2 november 2015 dal parlamento tedesco:
un monumento alle vittime del comunismo
http://www.initiative-mahnmal.de/

In discussione: nuovo memorial per le vittime della politica
di annientamento in Polonia e in Unione sovietica, anche
per i tre milioni di soldati sovietici
presi prigionieri e assassinati dai nazionalsocialisti.
http://www.gedenkorte-tiergarten.de/

Discussa (e respinta): proposta di togliere i carri armati sovietici
dal Monumento ai caduti sovietici sul 17 Juni.
http://www.rbb-online.de/panorama/beitrag/2014/05/petition-gegen-sowjet-panzer-in-berlin-ohne-grosse-resonanz.html

Claudio Cassetti, 14.06.2016

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ragazze e ragazzi, cosa volere vedere?

ragazzi, cosa volete vedere?

1. Cosa volete VEDERE a Berlino?

2. Cosa volete SAPERE di Berlino e della Germania?

3. Cosa volete IMPARARE a Berlino?

4. Siete interessanti a attività didattiche autonome in piccoli gruppi per strada
(biografie legate a luoghi o altre forme di “caccia al tesoro” o simili)?

5. Siete interessanti a momenti di incontro tra le 17.30 e le 20.00 con ragazzi berlinesi?

6.Quali percorsi geografici e tematici volete vedere (scegliete eventualmente nella lista dei percorsi)? Quali altri luoghi e temi (non contenuti nelle nostre proposte) volete vedere?

Sulla base delle vostre risposte vi proporremo un programma.

Rispondete insieme a queste domande in classe
PRIMA di partire per Berlino,
Uno di voi raccolga le risposte e le mandi
per email o facebook alla guida che vi accompagnerá.

Grazie, anche per il vostro tempo e a(ri)vederci a Berlino

Claudio Cassetti
(coordinatore)

Posted in <a href="http://senzarete.homepage.t-online.de/wordpress2/wordpress/?cat=48" rel="category">i vostri desideri</a>, <a href="http://senzarete.homepage.t-online.de/wordpress2/wordpress/?cat=5" rel="category">in italiano</a>

questionario per gli insegnanti

DOMANDE AGLI INSEGNANTI,
da copiare e riempire in word, riempire e spedire per email
*=risposte indispensabili

*Dove si trova il vostro albergo?

*Avete un pullman a disposizione? O vi spostate con i mezzi pubblici?

*Quanti siete (piú o meno)?

*Quante giornate e mezze giornate rimanete a Berlino?

*Quante giornate o mezze giornate di guida desiderate? Quante guide contemporaneamente? Avvertenza: il numero ideale massimo per una guida è quello di 25-30 ragazzi. Oltre questo numero la perdita di qualità è significativa. Dai 45 in su consigliamo vivamente due guide

Siete interessanti a attività didattiche autonome in piccoli gruppi per strada dei ragazzi (biografie legate a luoghi o altre forme di “caccia al tesoro” o simili)?

Avete pranzi prenotati (da sconsigliare!)?

Siete interessanti a momenti di incontro tra le 17.30 e le 20.00 con ragazzi berlinesi?

*Tipo di scuola:

*Materia che insegnate (gli insegnanti che accompagnano il gruppo):

Le ragazze / i ragazzi studiano/parlano tedesco?

A che epoca sono arrivati i ragazzi in storia, filosofia, storia dell´arte?

In termini percentuali il viaggio d´istruzione a Berlino costituisce per voi insegnanti un´occasione di a) lezioni fuori dall´aula della scuola…… %, b) migliori rapporti tra i ragazzi e tra ragazzi e insegnanti ……% c) premio per i ragazzi    …….% (la somme delle tre voci deve essere 100%)

Avete desideri ed aspettative particolari?

Quali percorsi geografici e tematici vuoi far vedere (scegliete tra i percorsi presentati qui,
chiedete alle guide interpellate o chiedete il catalogo di Claudio Cassetti)?

Quali altri luoghi e temi (non contenuti nelle nostre proposte) vuoi far vedere?

Sulla base delle vostre risposte vi proporremo un programma.

Grazie, anche per il vostro tempo e a(ri)vederci a Berlino

Claudio Cassetti

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sinti e rom: “zingari”?

La questione dei nomi / quello che si deve sapere
(Claudio Cassetti)

il monumento riporta nella scritta ufficiale una dizione complessa,
frutto di compromessi alla fine di dibattiti molto intensi:

„Sotto il dominio del nazionalsocialismo dal 1933 al 1945 sono state perseguitati centinaia di migliaia di persone come »zingari« in Germania e negli altri paesi europei. La maggior parte di loro definiva sé stessa secondo l´appartenenza di ognuno a gruppi diversi come per esempio Sinti, Rom, Lalleri, Lowara o Manusch. I gruppi piú gradi in Europa erano i Sinti e i Rom. Scopo dello stato nazionalsocialista e della sua ideologia razziale era loa distruzione di questa minoranza: bambini, donne e uomini sono state deportate e assassinate nel luogo dove erano nati o nei ghetti e nei campi di concentramento e di annientamento. Le persecuzioni hanno anche coinvolto il gruppo di vittime a sé stante degli Jenische e di altri viaggianti.”

(citazione dal testo alle pareti del monumento)

Per cercare di capire meglio questo testo ma anche il dibattito
e le conseguenze della persecuzione di allora
ma anche dell´antiziganismo va tenuto presente quanto segue:

Sono stati perseguitati
come „zingari“ (Gypsy, Gitanos, tutte definizione dall´ESTERNO dei gruppi)
persone
che si chiamavano per esempio Sinti, Roma, Lalleri, Lowara, Manusch
(tutte definizioni dall´INTERNO di ogni gruppo) e anche
altre che NON chiamano sé stessi neanche Roma e Sinti,
cioè gli Jenische e altri viaggianti

Sinti
(vivono in Germania, Europa occidentale, Croazia e Slovenia)
(non tutti si definiscono Roma)

Rom 1) (definitizione collettiva per tutti e per tutte le lingue)
(parlano peró lingue diverse e non tutti si definiscono Rom)

Rom 2) vivono in Croazia, Bosnia, Macedonia, Serbia, Polonia…

Lalleri, chi parla la lingua dei sinti tedeschi

Lovara, vivono in Germania, trattano tradizionalmente con cavalli, parlano romanes, si definiscono meno come Rom

Manousches, vivono in Francia e nei paesi confinanti, parte dei sinti

Jenische, vivono in Svizzera e nel sud della Germania, non si definiscono Rom

 

Primo Levi, parlando di sé e di Cesare Cases, ha detto “Noi due non ci saremmo mai resi conto di essere ebrei se non ce lo avessero dimostrato gli altri in modo abbastanza convincente” (citato secondo un´intervista con Cesare Cases letta sul Manifesto)

 

 

 

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